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25 aprile: Mattarella con mascherina, Conte con De Gregori!

25 aprile: Mattarella all'altare della Patria da solo

di Romana Collina - Un omaggio in forma quasi privata in ricordo dei caduti per celebrare il 25 aprile. A sorpresa questa mattina il presidente della Repulica ha visitato l’ale della Patria. Da solo e con la mascherina Sergio Matella ha salito la scalinata ed ha reso onore al milite ignoto.
In cima ha trovato due corazzieri, anch’essi con la mascherina, che hanno portato una cna al sacello del milite ignoto. Un trombettiere dei carabinieri ha suonato il silenzio.

“Viva l’Italia. L’Italia liberata L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura. Viva l’Italia, l’Italia che non ha . L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste. Viva l’Italia. L’Italia che resiste”. Lo scrive sui suoi canali il er Giuseppe ricordando la Festa della Liberazione e citando alcuni versi del celebre brano di Francesco De Gregori.

Il messaggio di Matella: ‘Il 25 aprile è la nostra forza, unità per ripartire’ – La Resistenza, La Liberazione e la ne della “” nazifascista fanno parte della della Repulica, ne costituiscono una “riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale” che oggi, ancora una volta, deve fornire al Paese quella potente energia – ben rappresentata dal Tricolore – per affrone insieme la fase di rilancio del Paese in continuità con i valori del 25 aprile.
Il presidente della Repulica interviene con nettezza sulla festa della Liberazione smussando ogni polemica – peraltro connate in marginali ambienti di estrema destra – preferendo piuttosto usare quel serbatoio di valori che nacque dalla lotta di liberazione come propulsore ideale di una ripresa dall’emergenza cnavirus. Una ripartenza che dovrà per forza essere simile a quella che l’Italia seppe mettere in campo sin dal primo dopoguerra.

In una giornata di ricordo e celebrazione che il Covid19 ha tolto dalle piazze per connarla nelle case, Sergio Matella si sintonizza sulle vere preoccupazioni degli italiani cercando l’inevitabile raccordo tra i disastri di allora e le difcoltà di questi mesi. Per questo il capo dello Stato elogia i combattenti della “prima linea” che oggi sono medici, infermieri, operai e quanti stanno facendo andare avanti il Paese. Tutte questi cittadini “manifestano uno spirito che onora la Repulica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese”. E se a quei tempi, scrive Matella in un continuo rimando tra passato e presente, “con tenacia, con spirito di sacricio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili”, oggi “la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite”. Uniti e solidali quindi per passare ben oltre la Fase 2: “serve una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e e e a questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze i ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore”.

Per questo nessuno si azzardi a subdole opere di rimozione del signicato originale del 25 aprile che rimane pilastro intoccabile della Repulica: “il settantacinquesimo anniversario della Liberazione è – sottolinea il presidente – data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repulica è presidio con la sua Costituzione”. “Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra signica ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione e, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore”. L’Italia, ricorda Matella, si è dotata “di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista”.

Questo è il messaggio lanciato dal Quirinale per una festa della Liberazione che, per la prima volta, si vivrà senza cortei e manifestazioni, con ori e cne di all deposti in soliia, in ossequio alle disposizioni del lockdown. Ma che tutti potranno celebrare partecipando dagli schermi a “#Bellaciaoinognicasa”, il flashmob promosso dall’Anpi per le 15.

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