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I 18 di Massimo: “mai presidente a vita, l’Inter è stata passione”.

Massimo-Moratti-Champions-2010

di Nina Madonna – Diciotto anni, tutti in un venerdi: possibile?
Possibile se Massimo racconta la sua al settimanale del .
Erick è appena arrivato, ma la storia di è senza tempo: Zanetti, Ronaldo, Ince, Mancini, Recoba, poli, Messi… una favola che si chiude così: “Non ho mai pensato di fare il presidente dell’ a vita”. Ma gli isti di tutto il mondo continuano a pensarlo lì.

”L’ per tutti noi è sempre stata soltanto una passione”, Massimo ricorda le parole del padre Angelo , il quale nel 1980 gli disse: “Dovresti vedere se si può prendere l’, perché un’esperienza nel va fatta. Aiuta a crescere, a soffrire, a migliorare”.

L’vista è l’occasione per citare allenatori e giocatori ai quali è più affezionato. Dall’intramontabile Javier Zanetti: “Il primo giocatore che ho visto e che ho scelto. Non avevo ancora preso l’ e mi era arrivata la cassetta di una partita dell’ under 20, per farmi osservare Ortega che non mi aveva entusiasmato e invece, cosa stranissima, mi ero lasciato incantare da un terzino che faceva cose che non avevo mai visto. L’abbiamo preso ed è ancora con noi. Adesso ho scoperto che viene dal pianeta Krypton e che giocherà ancora per 4-5 anni”.

Di Paul Ince ammette: “Un consigliere mi aveva sussurrato che sarebbe stato meglio evitare i calciatori di colore perché la curva la pensava diversamente. Già lo volevo prendere perché è un grande centrocampista; così forse non per provocare o forse sì mi sono tolto l’ultimo dubbio ed è arrivato qui. La risposta del pubblico è stata fantastica”.

Tra i suoi più discussi c’è Ronaldo e racconta: “L’ho preso perché era fortissimo ma anche perché nessuno credeva che l’acquisto fosse possibile, visto che lui giocava nel . È stato un ottimo affare, Ronaldo è arrivato a un costo alto, ma cinque anni dopo è stato rivenduto al doppio al Real e per l’ ha rappresentato un’immagine fortissima perché ci ha aperto al mondo”.
Di Recoba dice: “Era un giocatore di grandissima classe, uno capace di sorprendere noi e se stesso, perché capace di realizzare qualcosa che non prepari ed è l’aspetto più bello”.

Non ci sono solo ricordi positivi e dice che con poli vide davanti a se “un muro non superabile. Nel 2006 avrei voluto cedere la società; poi prevalse il senso di responsabilità e il rispetto per l’impegno preso”.

Degli anni di Mancini rimase impressionato dalle parole dell’allenatore quando dopo un pareggio nell’ottobre del 2006 pensò di cambiarlo e lui gli disse di stare tranquillo che avrebbero vinto lo scudetto alla grande ma di non cambiare l’allenatore perché avrebbe fatto un errore, “mi era piaciuto che parlasse dell’allenatore non in prima persona. L’ho tenuto, abbiamo vinto”.

Tra i giocatori che gli sarebbe piaciuto avere in squadra c’è Messi, “ma era troppo to al ”.

Su svela: “Nel 2011, dopo la , ho pensato che fosse venuto il momento di fare un passo laterale, di trovare nuove soluzioni per il club. Ho cercato chi ci aprisse nuovi mercati. E’ stato giusto farlo. Non ho mai pensato di essere presidente dell’ a vita”.